
..ovvero..il sesso non è un quiz!
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Almeno una donna così la conosciamo tutti. I suoi figli sono obbediente e studiosi, la sua colf è una perla rra, la sua casa gestita come e meglio di un'azienda modello. Sa dove le pesche costano meno e il filetto è più tenero, non dimentica mai una scadenza, organizza cenette perfette, coltiva impeccabili pubbliche relazioni con i parenti e i colleghi del marito e si stupisce che le chiedano dove trova il tempo per andare dal parrucchiere e in palestra: è solo questione di sapersi organizzare, no?! Il marito l'adora e la sua vita intima è un trionfo: per lei l'orgasmo multiplo non è misticismo ma una realtà quotidiana. Non si sa bene se queste donne sanno di mentire o sono realmente persuase di avere una esistenza perfetta. Ma una lunga esperienza ci insegna che dietro queste indomabili vocazioni alla perfezione si consumano piccoli e grandi problemi. Molto spesso i figli sono repressi, la colf oppressa, il marito stressato, la casa priva di calore come un lindo museo. Il guaio della perfezione st nell'ingenerare sensi di inadeguatezza e di colpa in chi vorrebbe essere all'altezza ma non riesce. E così è facile che la vita di coppia scivoli nella bugia, nel formalismo e nella recita: la iperefficiente muove i fili e i suoi cari si muovono a comando, secondo un copione prestabilito dove resta poco spazio per la fantasia, la tenerezza, lo scherzo. In certe case, persino l'allegria sembra fare disordine. Di sicuro la nostra moglie/manager si prende troppo sul serio per avere senso dell'umorismo. Nella drammatizzazione dell'efficienza non c'è posto neppure per la battuta e i margini d'intervento del partner sono scarsi. Non ha nulla da organizzare, aggiustare, sbrigare o prevedere perchè tutto è già stato fatto...e anche bene. La felicità maschile del delegare si è praticamente trasformata in passività forzata, la tranquillità in noia, la stima in dovere reverenziale. C'è da stupirsi se un bel giorno [per lui] il marito si lascia stregare da una brava ragazza pasticciona, smemorata, imprevedibile e allegramente propensa a vivere alla giornata? Molto spesso, non dimentichiamolo, i mariti cercano scampo anche dalle intimidatorie qualità della compgna: è proprio tanto difficile sbagliare...anche solo un po'?
Con buona pace di Flaubert, il "cuore semplice" si rivela nella vita di coppia una qualità scomoda e per niente esaltante. La compagna idealista, innocente, fiduciosa e ingenua, del tutto sprovvista di malizia e difesa, è come uno squarcio nell'armatura del guerriero: fonte di vulnerabilità e allarme. Tale è lo stato d'animo dell'uomo che divide la sua vita con questo tipo di donna.
Lui sa benissimo che chiunque può raggirarla, ingannarla, plagiarla, coinvolgerla, poichè crede a tutti e ha l'appassionata spericolatezza delle persone incapaci di diffidare e sospettare.
La minima bugia diventa per lui un caso di coscienza: mentire ad una donna che ha piena fiducia è come rubare le caramelle ad un bambino, ridicolo e disonesto.
Alla lunga si crea tra i due un rapporto che esclude la complicità e il dialogo e, come detto nel post precedente, si perpetua lo stato protettivo dell'uomo. Erudire l'irriducibile sprovveduta è un'impresa impossibile, ma con un'eccezione: se deriva da pigrizia mentale o da un ruolo di "donna innocente" allora si può "intervenire".
E qui s'impone una brutale operazione: dare una regolata alla donna/attrice. Non c'è niente di peggio che scorgere, nella sua "semplicità", del compiacimento. Nessuno all'infuori di voi può capirlo e non occorrono atti di costrizioni mortificanti ed espliciti è sufficiente prendere atto dei rischi che si stanno correndo e modificare silenziosamente il copione.
Per carattere o vezzo, alcune donne agiscono e reagiscono da eterne bambine. Sono capricciose, petulanti, cocciute, umorali, pretenziose, suscettibili: insomma infantili. Di fronte ad un problema, minimizzano o scappano. Aggirano gli ostacoli, negano l'evidenza, scaricano sul compagno le responsabilità e sono visceralmente restie ad affrontare gli aspetti pratici della quotidianità.
Il matrimonio dei loro sogni dovrebbe essere un idillio e un gioco, come quello dei romanzi rosa. E dal compagno si aspettano una concentrazione totale, via via espressa con sorprese, egalini, pensierini. A differenza dell'egocentrica, però, l'infantile è generosamente portata a ricambiare.. e questo è il lato positivo di un modo di comportarsi che è sostanzialmente negativo ai fini di un'unione serena.
Il grave handicap della 'bambina' è la sua inaffidabilità. Il compagno diffida delle sue scelte umorali, teme le sue reazioni capricciose, sa di non poter contare sulla sua collaborazione, rinuncia in partenza ad un dialogo "adulto", anche per chiederle un parere o un aiuto. Si vive in un perenne stato di allerta, ora infastidito e ora infuriato per la continua operazione di disturbo alla sua stracitata necessità di relax e quieto vivere.
L'alibi del "sono fatta così" non regge. Preso atto che un'unione non è un sogno e i problemi della vita a due vanno affrontati in coppia, occorre regolarsi e agire di conseguenza:
1. farle arrangiare da sole
2. farle smettere di fare capricci, imponendole un sereno esame di coscienza e cominciare a chiedersi quali comportamenti e valori sono prioritari nell'ottica del compagno.
3.farla ragionare, soffermandosi, sui problemi anzichè respingerli. Una disciplina mentale che l'aiuta ad essere meno superficiale e precipitosa.
4. spingerla prendere una decisione completamente da sola, deponendo la vezzosa e comoda abitudine di delegare e dipendere.
A questo punto è doveroso affacciare l'ipotesi che la donna sia irrecuperabilmente infantile, e cioè davvero incapace di comportarsi e decidere con la maturità che il ruolo e l'età esigerebbero. In questo caso tutti i buoni propositi e l'autodisciplina non servono: l'armonia della coppia dipende dalla pazienza dell'uomo.
E' possibile, in alcuni casi, che questi, disarmato dalla sprovvedutezza della compagna, si mostri protettivo e tenero anzichè irritato. Ma il rapporto è comunque compromesso da uno scambio di ruoli, da compagno/amante a buon papà.
Che ragazza eccezionale!
Parla fissandoti negli occhi, con uno sguardo sincero e limpido. Le sue analisi rigorose, la sua logica ferrea: sa ciò che vuole, dice ciò che pensa e non si lascia mai fuorviare da confusioni o abbagli. Essere stati prescelti da LEI (in maiscolo) appare un evento miracoloso che lascia il fortunato stordito ei ncredulo.
LEI è la perla rara, la onesta, severa ragazza tutta d'un pezzo: così affidabile, così intelligente, così coerente.....
E' solo con la convivenza che l'uomo, più stordito e incredulo che mai, realizza l'orribile realtà: lei appartiene alla folta schiera delle persone affette da rigidità mentale. L'unica consolazione è essere incorsi in un abbaglio fatale: è quasi inevitabile, agli inizi di un rapporto, scambiare idee preconcette, moralismo, testardaggine, pigrizia mentale, censure e scarsa fantasia per coerenza e correttezza (doti apprezzatissime..)
Non è che la donna in questione si riveli in qualche modo "scorretta". Il guaio è che manca totalmente di elasticità e di indulgenza. I suoi giudizi sono inamovibili, le sue scelte irrevocabili, i suoi principi ferrei. O si è con lei o contro di lei: compromessi e mezzi toni le sono sconosciuti e seppellisce chi sbaglia sotto palate di sensi di colpa anche se si tratta di persone care.
Il disastro sta nel fatto che ha quasi sempre ragione: se accusa il compagno di mentire o essere a caccia di alibi ha colto nel segno. Ma dove stanno la tolleranza, lo strappo, il guizzo di genialità o di tenerezza o di fantasia, indispensabili per vivere bene?
Attaccata tenacemente alle proprie convinzioni, questa donna è impermeabile a ogni argomentazione o logica alternativa. E tutto questo genera nel partner una desolante sensazione di impotenza. Non ha sposato, convive, una donna, ma una roccia. E sul rapporto incombe il rischio che, in un raptus di sopravvivenza, il colpevolizzato, schiacciato, impotente compagno afferri un metaforico piccone per demolirla appassionatamente.

Si può mentire per amore di pace, per buon cuore, per nascondere una cosa di cui ci si vergogna, per abbellire una realtà troppo banale. Le occasioni per mentire, in una coppia, si presentano molto spesso, ma per alcuni è un'emergenza continua. Un vizio, un'abitudine. Si distorce sempre la verità e non si dice mai quel che realmente si pensa. Per quanto onesta, intelligente e dolce che sia, il vizio di mentire, della donna, compromette le sue qualità e le sue fortune. Diventa d'un tratto inaffidabile e, nel momento stesso che l'uomo comincia a sospettare, l'unione entra in crisi. La spiegazione c'è.
L'uomo è un animale domestico e la casa è la sua tana, la tranquillità la sua vocazione, il relax mentale la sua necessità, il sentirsi infallibile e padrone la sua presunzione.
Accorgersi che la sua donna distorce, manipola, nega, imbroglia e inventa fa crollare tutta l'impalcatura delle sue necessità e delle sue sicurezze. Si sente trattato da imbecille.E questo per lui è insopportabile. Subito dopo è costretto ad appurare, smantellare, smentire, stare in guardia. In poche parole: difendersi dalla bugiarda lo priva di serenità e relax e la casa, come in ufficio, diventa un luogo di tensioni e insidie.
La realtà da affrontare è l'unione che, minata dalla sfiducia e logorata da confronti per stabilire la verità, entra in crisi.Quando poi la soluzione più ovvia è stabilire un rapporto equilibrato con la bugia, ovvero tacere o negare solo nei casi di effettiva necessità. Care donne, imponetevi di dire e riferire le cose come stanno senza fronzoli per addolcire la pillola.

No, non è la gelosia. Il sospetto è qualcosa di più e di diverso che deriva da una sostanziale diffidenza nei confronti del proprio partner, spesso inconscia. E' tipica di nature portate a dubitare, stigmatizzare, fiutare, l'intrigo, mettere in discussione; la vita di coppia moltiplica le occasioni per farlo.
Se l'uomo racconta un episodio avvenuto in ufficio, la donna subito si chiede quali particolari le ha nascosto. Se dice di aver pranzato al ristorante, incontrato quella persona, pagato un tot quel completo, ecco che la troviamo a frugare alla ricerca di ricevute o telefonare a caccia di conferme.
La sospettosa, inoltre, ha un inamovibile bagaglio di immagini e idee preconcette: la segretaeria è sempre bella, la collega una civetta, la "ex" sempre disponibile ad un replay sentimentale, l'amico un tentatore pronto a condurlo su una brutta strada, la suocera sempre ostile...
Le conseguenze sono un vedere ovunque la macchinazione, l'insidia, uno scopo recondito, le bugie. E tende a porre domande a trabocchetto, conduce interrogatori puntigliosi, coglie con occhi scintillanti di sadica gioia la minima contraddizione.
Tutto questo estenua e rende estenuante l'esistenza del compagno, che molto spesso, per autodifesa o..per rabbia, diventa realmente reticente e bugiardo. Di certo i sospetti della propria donna lo costrigono ad un continuo stato d'allerta e la paura di interrogatori o scenate lo spinge a rifiutare l'invito, l'aperitivo, la partita, l'innocente rimpatriata. Alla lunga, insomma, la relazione diventa per lui qualcosa di molto simile a una galera e il rischio è che imbocchi la classica via di scampo: la fuga!

La più grande violenza che si possa compiere contro un uomo è il tradimento. Sapere che la compagna gli ha preferito un altro, anche solo per un breve istante, scatena contemporaneamente i lati peggiori e quelli più fragili della sua personalità.
Si sente impotente, umiliato, respinto e diventa aggressivo, insultante, furioso. In casi rari incassa il colpo con un autocontrollo che è il segno di un dolore profondo e senza parole, simile all'annientamento.
Per scontento, per rappresaglia, per noia, per leggerezza o per un gioco di seduzione andato troppo oltre, la donna cede alla avances di un altro e si ritrova nella categoria delle infedeli. La maggior parte di loro è convinta di esser "mentalmente libera" e, possedendo un pizzico di spregiudicatezza e cinismo, non vengono in alcun modo turbate dall'accaduto, anzi.
Un'arma a doppio taglio la possibilità che l'uomo possa perdonare, per se e la compagna. Non dimenticherà mai.
Avete mai mentito sulla vs condizione di single? Se no, siete soddisfatti di esserlo?
Mi spiego meglio. Ieri, mentre camminavo in balia dei miei pensieri, ho sentito chiamarmi a gran voce da un amico che una volta lasciata la presa di un forte abbraccio non ha fatto altro che elencarmi gli aspetti positivi dell'esser single.
Continuavo ad ascoltare senza aver l'intenzione di contrariarlo. Sembrava così convinto! Ma nei suoi occhi ho visto vivo il desiderio inespresso di voler condividere gioie ed emozioni con una persona speciale. Nascondersi dietro una facciata di realizzazione personale completa, senza il benchè minimo accenno a un rimpianto ..anzi la pretesa di vederla comparire un giorno confezionata secondo il suo gusto mi ha inorridito.
Ognuno di noi vorrebbe incontrare l'altra metà della mela. Ma esiste davvero?! Un'amica mi ha detto di no. Perchè ciascuno è un frutto, completo, con i suoi perchè, i pregi e i difetti. L'incontro con l'altro sarebbe una 'macedonia'. Integrarsi è la parola esatta. E io sono d'accordo con lei.

Vi sono alcune donne intimamente persuase di costituire la maggior fortuna e il miglior affare per i loro compagni. Che scegliere e vivere con la persona giusta realmente lo sia è indubbio...peccato che le presuntuose signore di cui parliamo non rientrino nella categoria delle partner ideali. Sono le egocentriche, ovvero le donne che si amano troppo. Il loro Ego è al centro dell' Universo e marito, figli, genitori, amici debbono ruotarvi attorno con considerazione e felicità.
L'egocentrismo non viene quasi mai espresso in maniera palese, anche perchè la donna può dar prova di dedizione, sensibilità e sollecitudine. Il limite è quello che non sono comportamenti finalizzati alla felicità delle persone care, bensì alla bella immagine che hanno di sè. "Mi prodigo, sono efficiente,, sono disponibile ..dunque merito il massimo. Da queste piccole frasi derivano tutti gli errori.
Giorno dopo giorno, il matrimonio diventa una gabbia. Per l'uomo una inesorabile e lenta perdita di potere e di spazio. La sua vanità è frustrata, le sue esigenze ignorate e, come se non bastasse, è quotidianamente chiamato a rendere servigi e omaggio alla moglie. Ogni cosa diventa rancore e scontento. Mutre l'universo dell'egocentrica non è semplice, perchè è la sua natura che lo esige. Tuttavia l'intelligenza viene in soccorso. Tutto quello che d'instito non riesce a fare, possiamo razionalmente farglielo capire realizzando le necessità e i benefici che potrebbero derivarne.

Ancor peggio del rinfaccio c'è il sacrificio. Una vocazione silenziosa. La donna che ne è affetta possiede l'arte patologica di trasformare il facile in difficile attraverso l'impervio e l'eroico. Fa di notte quello che potrebbe fare benissimo di giorno, prende impegni che le saranno faticosi da rispettare, impone a se stessa mortificanti economie non richieste nè dal budget nè dal marito, va a far spese lontano, si sbatte per accompagnare i figli o chiunque altro in piscina o altrove senza che le venga chiesto.
E' la prima ad alzarsi e l'ultima ad andare a letto.
L'unica che si propone, volontariamente, di aiutare la suocera nella preparazione di pranzi familiari, meglio se grandiosi.
Si realizza nel sacrificio, e se non corre, non rinuncia, non si estenua e non si mortifica, la sua vita le sembra inutile.
Non essendo Superwoman, tutto questo si ripercuote fatalmente sul suo fisico e sul suo umore. Infatti la sua espressione è sempre affaticata. Se il partner la invita a rilassarsi la risposta è per nulla entusiastica all'idea.
Ecco lì il macigno pronto implacabilmente a pesare sul partner. Inutile prodigarsi per il bene della famiglia se il risultato è avere al proprio fianco una donna che sembra stare con un poco di buono.